… l’idea gli piacque e mezz’ora dopo eravamo seduti al banco della crêperie, avvolti dal profumo delle crêpes e delle galettes che sfrigolavano sulle piastre a gas. Stavamo immersi nel tepore di quel buco senza finestre, chiamato per amore di chiarezza J’aime les Crêpes, circondati dal brusio
che aleggiava su una calca di impiegati, professori e studenti della Facoltà di Architettura.
(da Bacci Pagano, una storia di carruggi di Bruno Morchio)